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mercoledì 14 ottobre 2015

Dirty Weather Project's tour 2015: Frank Vollmann and Lucas Lanthier live in Milan



As you may have noticed, live music inspires my writing a lot. On 10th October I drove with my husband to Milan to attend the live performance of Dirty Weather Project: the duo formed by Frank Vollmann and Lucas Lanthier.

Both the artists have their own careers: Frank Vollmann is the frontman of the band Frank theBaptist and has a solo project called Telegram Frank and Lucas Lanthier is the leader of Cinema Strange and Deadfly Ensemble. Being their sound near Post Punk and Dark Rock (but not limited to), they happen to play at the kind of festivals I like to attend. That is why I got to know their music in occasion of different editions of Wave Gotik Treffen (and thank to a dear friend of mine, who always suggests me great bands!).

Dirty Weather Project live in Milan


From time to time Frank and Lucas tour together as Dirty Weather (last time was 2011) and bring on the stage a selection of their respective songs reinterpreted. The cities chosen for 2015 Italian part of the tour are Genoa, Milan and Modena. We decided to opt for Milan, as it was the easiest for us to reach.

The location, Ligera, is a wine bar on two floors: on the first there are tables for customers who wish to drink something in a typical atmosphere of the 70s, whereas in the basement there is the actual concert area. What I found a bit disappointing was the confusion about the time the event should have started. We arrived quite early. Too much early. However, never mind, good things are worth waiting!

Once we entered the concert room, we immediately had a look at the merchandise desk, where cds and gadgets of both artists where exposed. Lucas friendly welcomed us describing the various articles on the table. Few minutes later we saw also Frank and it was a pleasure to greet him.

Lucas Lanthier

Frank Vollman


The evening was opened by Los Cabrones Profanos, a band from Milan playing some “spicy” country blues. Immediately after, the Dirty Weather jumped on the stage. Frank Vollmann played songs by “Telegram Frank”, whereas Lucas Lanthier played songs by Cinema Strange, Deadfly Ensemble and from his new solo album.

"And now my game will be holding this glass with my foot during the song"


They were musicians and storytellers at the same time, two men with their voices and their guitars, no further instrument, as nothing more was needed. Each of them with his own style, they proved their virtuosity: Frank with his warm sound, Lucas with his perfect eclecticism. My attention was totally caught. Though I did not know all the tracks they played, I enjoyed every note.
It was not the kind of music you can hear on the radio, at least not in Italy. I appreciate a lot when bands innovate and “save” us from the flat monopoly of mainstream. Moreover, in this case I am not only talking about alternative artists, but also of a high level performance.

Dirty Weather Project


Unfortunately we had to leave before the end of the concert, so we missed the final part. I hope they will come back for a future tour. Check them out if you have the chance!


Take care,
Mary

sabato 13 giugno 2015

Bluvertigo live a Monza 2015 (e Mary ha di nuovo 17 anni)



Questo post arriva di getto, direttamente da una di quelle situazioni in cui torni a casa nel mezzo della notte e, nonostante tutto, non riesci a dormire, per l’adrenalina ancora in circolo.

Ieri sera all’Autodromo di Monza si è svolto il concerto dei Bluvertigo. Per rendere l’idea di cosa significasse per me, devo tornare un po’ indietro (un po’ tanto) nel tempo.
Essendo nata nel 1981, io sono arrivata ad ascoltare i Bluvertigo in piena adolescenza. Erano gli anni della spensieratezza, ma anche quelli della ricerca di me stessa e della mia strada, la musica era come un navigatore satellitare per trovarla.
Ero un miscuglio, una ragazzina che ascoltava i cosiddetti gruppi “alternative”, ma leggeva solo classici. La band monzese sembrava incarnare tante sfaccettature dei miei interessi. Un ricordo rimasto indelebile è stato quello della premiazione ai Bluvertigo all’MTV Music Awards del 1998, io ovviamente in cameretta davanti alla TV. Salendo sul palco per ritarare il premio, Morgan aveva preso la parola per primo, citando Dante. Io ero sbalordita: “Dante in prima TV, ad MTV, questi sono davvero genii!”. (P.S.: grazie a Prospettiva Bluvertigo per aver messo on line questo pezzo di storia della musica!)

Ma, c’è un ma, a 17 anni, oltre alla spensieratezza e alla ricerca di me, c’era il divieto di andare ai concerti: niente patente, troppo mingherlina per la calca e la sera in generale non si usciva. Quindi io QUEI Bluvertigo, dal vivo, non li ho mai visti. In compenso ho incontrato tanta gente, ma proprio tanta, che mi faceva vedere foto scattate ai concerti che io avevo perso. Rosication mode on.

Passarono anni, arrivò il 2008. Ormai la musica live era parte integrante della mia vita, avevo recuperato praticamente tutte quelle date perse, praticamente, però. Continuavo a guardare MTV e, capitandoci un po’ a caso una sera, venni folgorata da una puntata di Storytellers: la reunion dei Bluvertigo! E’ stata un’escalation. CD live, comprato. Live a Nichelino, si va? Si va, certo che si va!
Ero contentissima ma, ahimé, la sfiga non si era allontanata di troppo. A metà concerto si è scatenata una specie di bufera di vento, sollevando nuvole di sabbia. Gli amici che erano con me erano tutti con le lenti a contatto, la fuga si era resa necessaria. Sul sentiero verso il parcheggio ho sentito ancora partire in lontananza le note di “ I still love you”, ma accidenti! Non mi sono preoccupata troppo, infondo si erano appena riformati, sarebbe stata solo la prima di tante occasioni.
Mica tanto, i Bluvertigo si “ricongelarono” dopo quel tour.

Ancora, ancora scorrono anni. Nel 2012 mi capita di conoscere Andy, un’esperienza che auguro a chiunque abbia anche solo una minima sensibilità energetica, è un’artista che emana vibrazioni. Inizio a seguire il progetto Fluon, che è interessante e innovativo in ogni sua forma. Fino a partecipare al crowdfunding della band Fluon. Mi ritrovo a prendere parte insieme a tanti altri ragazzi ad videoclip del gruppo, "Il nuovo che avanza". Mettete 30 sconosciuti in una casa, per un giorno, e ottenetene un gruppo unito di amici: impossibile? No, magia Fluon! Dal gennaio 2014 ci ritroviamo ad ogni evento, siamo sempre in contatto e, diciamola tutta, ci vogliamo bene! E’ la famiglia Raisers.

Del 2014 è anche la notizia del ri-ritorno dei Bluvertigo! Mi direte “Stavolta sei riuscita ad andare ad un concerto!”. No. Di 6-7 date, Mary non è riuscita a partecipare a nessuna, ma neanche per sbaglio. Ad un certo punto ci si convince che non è cosa, è l’unica spiegazione possibile.

Alla fine dello scorso anno esce anche il libro autobiografico di Morgan, “Il libro di Morgan. Io, l’amore, la musica, gli stronzi e Dio”. Sono poco interessata, non penso neppure lontanamente di leggerlo, convinta che sia pieno di quella paccottiglia mediatica degli ultimi tempi. Io non guardo quasi più la TV e non compro mai riviste, il Morgan televisivo non mi dice nulla, preferisco tenermi il ricordo del musicista degli anni ’90 e primissimi 2000. Alla fine, però, dietro consiglio di persone che stimo e reputo intelligenti, mi convinco a comprare il tanto acclamato libro.
Lo divoro.
C’è poco in realtà della schifezza che pensavo, è un viaggio della testa Marco Castoldi, leggerlo è come sentirlo parlare. Parallelamente alla lettura mi tornano in mente tantissimi ricordi della mia gioventù, alterno risate e commozione. Mi rivedo diciassettene, in cameretta, a guardare MTV. Riempio il libro di orecchie sulle pagine.

Adesso finalmente, dopo cotanta odissea nei fatti miei, possiamo far rullare i tamburi: marzo 2015, viene annuciata la data monzese di giugno dei Bluvertigo. Compro i biglietti, subito, sfido la sorte a mesi di distanza.
Con gli amici Raisers se n’è parlato tanto, ci siamo organizzati, ci siamo accordati sul rendez-vous, tutto pronto, tutto deciso.

E poi, ieri, d’improvviso mi sono svegliata male. Da alone nero intorno alla testa. Dopo tutto questo tempo e questo parlare, riflettevo seriamente sul non andare. Un po’ lunatica. Forse. Per fortuna, quando è così, le persone giuste sanno dire le parole giuste: ho sgombrato la mente dalle resistenze, ci siamo messi in macchina e siamo partiti per Monza.
Meno male, grazie a chi mi ha fatta ragionare!
Fin dalla prima nota del concerto mi sono sentita bene, circondata da amici che stavano vivendo quella esperienza con la mia stessa intensità. Lascio a chi è più titolato di me l’analisi tecnica della performance live, io so solo che i Bluvertigo ci hanno trascinati in un percorso di emozioni uniche. La pioggia sulle nostre teste non la sentivamo più, cantavamo e ballavamo. Sul palco una sinergia di musica e di energia pazzesca. Su “L.S.D. La sua dimensione” e su “Always crashing in the same car” (cover di Bowie) le vibrazioni per me più forti. Di nuovo, avevo 17 anni di nuovo, ma con in più il carico di preziose esperienze che il mio viaggio fin qui ha aggiunto.

Ancora sull’onda di ieri sera, vi saluto con alcune foto che ho fatto al concerto, tutt’altro che perfette, ma di prima mano :)